Splendore by Margaret Mazzantini

Splendore

By Margaret Mazzantini

  • Release Date: 2013-11-29
  • Genre: Fiction e letteratura
Score: 4
4
From 146 Ratings
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Description

"Avremo mai il coraggio di essere noi stessi?" si chiedono i protagonisti di questo romanzo. Due ragazzi, due uomini, due incredibili destini. Uno eclettico e inquieto, l'altro sofferto e carnale. Una identità frammentata da ricomporre, come le tessere di un mosaico lanciato nel vuoto. Un legame assoluto che s'impone, violento e creativo, insieme al sollevarsi della propria natura. Un filo d'acciaio teso sul precipizio di una intera esistenza. I due protagonisti si allontanano, crescono geograficamente distanti, stabiliscono nuovi legami, ma il bisogno dell'altro resiste in quel primitivo abbandono che li riporta a se stessi. Nel luogo dove hanno imparato l'amore. Un luogo fragile e virile, tragico come il rifiuto, ambizioso come il desiderio. L'iniziazione sentimentale di Guido e Costantino attraversa le stagioni della vita, l'infanzia, l'adolescenza, il ratto dell'età adulta. Mettono a repentaglio tutto, ogni altro affetto, ogni sicurezza conquistata, la stessa incolumità personale. E ogni fase della vita rende più struggente la nostalgia per quell'età dello splendore che i due protagonisti, guerrieri con la lancia spezzata, attraversano insieme. La voce narrante del protagonista ha la limpidezza poetica, l'ingenua epicità dei grandi inetti della letteratura, s'impenna funambolica, s'immerge tragica e gioiosa nelle mille insenature di questo romanzo che è insieme classico e sperimentale. Un romanzo che cambia forma come cambia forma l'amore. Scortica pregiudizi, ci espone alla vertigine, ci libera. Ha la solitudine, l'audacia, la virulenza malinconica di tutti gli amori non perdonati, che inseguono l'illusione di uno splendore possibile. Un romanzo che non somiglia a nessun romanzo, perché una storia d'amore non somiglia a nessun'altra storia d'amore. Ma la storia di Guido e Costantino è anche un viaggio attraverso i molti modi della letteratura, un caleidoscopio di suggestioni che attraversa l'archeologia e la contemporaneità... una Roma ventriloqua, lacustre, gli echi della mitologia greca, e una Londra turbìna di stravaganze. Osa addentrarsi nelle pieghe più scomode dell'amore, che sovrasta gli uomini stessi che lo provano, quello che gli artisti da sempre cercano di catturare perché trova nella propria bellezza la ragione di esistere, al di sopra di ogni giudizio. Margaret Mazzantini ci affida un romanzo ipnotico, dotato di una luce che ti fucila alle spalle, che avanza con l'urgenza folle e anticonformista di un narratore che rivendica il diritto di trasformare la vergogna in bellezza. Il diritto della letteratura, quello di risvegliarci lasciandoci nello stupore di un fragoroso sogno. Perché il vero scandalo sarebbe non aver cercato se stessi. E alla fine sappiamo che ognuno di noi può essere soltanto quello che è. E che il vero splendore è la nostra singola, sofferta, diversità.

Reviews

  • Brava, come sempre

    4
    By Mau7103
    Devo dire che certi passaggi quasi mi infastidiscono, ma in molti altri mi fa vivere sensazioni fortissime e alla fine è questo quello di cui abbiamo tutti bisogno. Complimenti e grazie
  • Bellissimo libro

    5
    By FrancescoFalconi
    Nuova conferma per la bravissima Margareth
  • SPLENDORE? MA QUANDO MAI...

    1
    By Dynus51
    E' un romanzo brutto, pretenzioso, pesante, sovrabbondante. Una sequela di luoghi comuni per una storia banale, raccattata dai bassifondi di una stantia cronaca familiare. Vorrebbe essere un pugno nello stomaco e invece è solo una incatramato tentativo di raccontare un amore omosessuale, senza alcun pathos autentico. Il finale, che pretenderebbe di essere una rivelazione, non è altro che un misero colpo di scena che finisce col condizionare tutto: alla fine, sembra che si possa essere omosessuali solo se si è confusi o abusati e che non resta che redimersi in una triste comunità di "recupero". Mi ha infastidito, fra l'altro, che il pestaggio dei due protagonisti avvenga in un luogo "fra Calabria e Puglia" (dimenticando che in mezzo c'è un pezzo di costa lucana), come se la cronaca non fosse piena di azioni omofobe a Roma (dove il romanzo è in gran parte ambientato) e l'omofobia appartenga per forza a zone descritte (secondo il solito luogo comune) come arretrate e violente. Da evitare. Cito: "Ordunque, in circa 300 pagine, la Mazzantini ha inserito la differenza del ceto sociale e quindi le implicazioni sui ruoli all’interno della coppia; la parentesi AIDS; il senso di colpa connesso alla fede cattolica; l’omosessualità vista come prodotto di un trauma da cui (scegliete voi il referente) si può guarire. Se questa è la conclusione, cara autrice, perché hai scelto come titolo “Splendore”? In poche parole, questo è un adattamento della canzone Luca era gay di Povia”. Sono perfettamente d'accordo
  • Disperazione di vivere

    5
    By ClaudeYvette
    Sempre dura, sempre contorta, sempre disperata,ma scrive così bene che non la molli mai fino alla fine
  • Splendore

    5
    By Paoloione
    È incredibilmente splendido
  • Un onda, un viaggio dentro l'Amore.

    5
    By mrmanywords
    Questo libro è stato come un esperienza di vita, mi ha insegnato tanto. La Mazzantini ha saputo ripercorre ogni tappa della repressione con un attenzione spettacolare e minuziosa, come se fosse lei stessa ad esserci passata, per poi passare a quest'amore, questo ossigeno in un mondo chiuso, a questi attimi di splendore... Veramente un capolavoro. Ho amato i protagonisti, mi sono commosso fino alle lacrime per loro. Grazie Margaret.
  • Bello

    5
    By Simisa1977
    Come al solito Lei riesce a esternare tutto il dolore dei protagonisti.La lettura fluida,semplice.Affronta una questione comune a molti.Purtroppo ancora lontana da tanti. Ve lo consiglio. Adatto a un lettore senza pregiudizi.Brava attenderò l uscita del prossimo
  • Uno splendore

    5
    By rei.kashino
    Uno dei migliori di Margaret, che si cimenta ancora una volta con una storia difficile e travagliata. Continuo a ritornare alla lettura di alcuni brani, nonostante l’abbia divorato in meno di 48 ore. E’ un senso di mancanza, di assenza quello che lascia dietro, proprio come quell’occhio mancante di quel guerriero acheo descritto nelle primissime pagine. Super consigliato.

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